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30 aprile 2010
AL MILAN "SILVIO NON C'E'...!"
Cari Fratelli Rossoneri,
Ho letto con passione
lo stralcio del libro “Non solo coppe” pubblicato sul nostro blog.
Non vorrei apparire presuntuoso ma il retroscena della cessione di Ricardo
Kakà era immaginabile e per molti versi noto. Che Silvietto nostro sia
un abile calcolatore è cosa risaputa: sa muoversi come una faina in un
pollaio, azzanna tutte le galline e riesce a dare la colpa alla prima volpe
che passa, per poi riapparire come il cane che l’ha catturata. Geniale! E’
indubbio che le tante vittorie 'a raffica' del suo Milan oltre ad avergli
giovato molto abbiano contribuito a costruire attorno alla sua persona
un’aura di uomo vincente, di abile conduttore, di cui molto ha goduto nella
sua “discesa in campo”. Molte persone appartenenti al popolo rossonero gli
avranno sicuramente concesso fiducia nelle cabine elettorali. Calcio e
politica non dovrebbero avere nulla in comune...ma si sa, l’Italia è una
Repubblica che, per molti versi, è fondata anche sul calcio. Detto questo è
mia convinzione che il Cavaliere sia stato spinto per oltre vent’anni, oltre
che dalla sua smisurata ambizione e determinata lungimiranza, anche da
un’appassionata fede calcistica per il Milan. Non si spiegherebbero infatti
tutte le energie, il tempo ed i “danè” investiti nel progetto. I risultati
raggiunti sono sotto gli occhi di tutti: abbiamo vinto tutto per due decenni
e scusate se è poco. Chapeau!
Non ho mai potuto soffrire quelle sue mezze frasi, quelle parole non dette,
quelle sussurrate nei corridoi del Parlamento o nelle sale di un ristorante,
quel modo un poco ambiguo, a volte untuoso, di tacere verità conclamate. In
definitiva, la mancanza di chiarezza. Dal suo punto di vista il Milan
potrebbe essersi trasformato in un pericoloso giocattolo, pericoloso perché
se i risultati continuano ad essere quelli che sono la sua immagine, almeno
agli occhi dei tifosi rossoneri, ne risentirà parecchio. Allo stesso modo
“il club più titolato al mondo” è pur sempre un marchio conosciuto in tutto
il pianeta, una spilla da esibire nelle occasioni importanti, come nel caso
della visita politica di Lula.
La disaffezione di
Berlusconi per la nostra squadra è ormai palese e, cosa assai grave, i figli
si sono fermati prima: non hanno mai amato il Diavolo. Marina, ad esempio,
lo ritiene solo un costoso fardello per il gruppo Fininvest. La mancanza di
uno straccio di programma negli ultimi 3/4 anni e l’assenza di progetti per
il futuro ne sono esempi concreti. La prossima stagione si ripartirà da
zero, o quasi: allenatore nuovo e giocatori stravecchi, giovani pochi (senza
contare Yepes, ovviamente), prospettive di vittorie nulle e bilancio
probabilmente di nuovo in rosso... Il tutto condito dal solito 'bla, bla,
bla' di Adriano Galliani & C.. Come se tutto ciò non bastasse l’altra
squadra di Milano è in finale di Champions. Certo, quelli - secondo il
nostro Vicario - hanno speso più di 810 milioni di euro nelle ultime cinque
stagioni... Che fare? Invidiarli forse? Io, come tanti altri tifosi, mi
limito a soffrire ogni maledetta domenica... Il Palermo ci ha asfaltati e
ora ci restano solo 4 miseri punti di vantaggio sulla Samp. Ve la immaginate
la squadra della prossima stagione se non riuscissimo a centrare nemmeno il
terzo posto?
Da sempre e per sempre Forza Milan
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