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29 agosto 2010
IBRA GALVANIZZA IL
MILAN
Poker Milan: Pato, Thiago e SuperPippo
stendono il Lecce
“Galvanizzare” significa
letteralmente dare la scossa ad una rana morta e farla così tornare a
muovere. La rana morta può essere l’undici iniziale schierato da Allegri,
cioè la stessa formazione che solo qualche mese fa chiudeva un campionato
tra luci ed ombre al terzo posto, gettando nello sconforto i suoi tifosi. Il
Galvani della situazione è il tecnico livornese, evidentemente abituato a
masticare calcio più che sale stampa e a pretendere impegno in fase
offensiva e difensiva da tutti; da quelli il cui cognome termina in “-uso”,
così come da quelli terminanti in “-inho”, tanto per intenderci e per non
far nomi. La scossa, forse, è stato Zlatan Ibrahimovic, la cui sola presenza
in tribuna ha elettrizzato i compagni che da troppo tempo attendevano che la
società battesse un colpo e si dimostrasse ricettiva nei confronti delle
tantissime critiche piovute dal popolo di Internet nel corso di questa
turbolenta estate. Non a caso, nonostante la presentazione hollywoodiana di
Ibra prevista per l’intervallo, il pubblico presente alla prima stagionale
era ben lungi dalle 50mila unità preventivate invece alla vigilia; come se
il tifoso milanista, scosso dagli eventi, volesse prima toccare e poi, se
del caso, credere.
Il Lecce è ben poca cosa e si squaglia come neve al sole nel giro di soli 28
minuti. Tanto basta a Pato (rasoiata dal limite dell’area al 17’ e appoggio
in rete dopo un dribbling stretto sul portiere al 28’) e a Thiago Silva
(tocco sporco in mischia al 23’) per condannare la squadra di De Canio che
alla prima in A incontra forse la compagine più in forma dal punto di vista
atletico. Grande il lavoro di Milan Lab per portare in condizione al primo
impegno ufficiale anche giocatori notoriamente difficili come Dinho, che ora
invece riescono a tornare alla bisogna in difesa per dare una mano.
Essenziale, poi, il recupero di Pato che in occasione del primo gol
abbraccia il medico che si è recentemente preso cura della sua caviglia
malandrina, riportandola in piena funzione. Il poker è ad opera di Filippo
Inzaghi che al 90’ raccoglie una carambola in area leccese su iniziativa di
Boateng e spara una palla sforbiciata alle spalle del povero Rosati. Da
segnalare come maiuscola la prestazione di Dinho, capace di tutto e di più
come ai tempi del Barcellona e di Boateng, subentrato a Pato sul finale, che
ha mostrato tecnica, forza e voglia di dare il massimo. Sembra quindi
portare degnamente quel 27 che fu del grande Serginho.
DICHIARAZIONI A FINE GARA
Allegri (microfoni Mediaset): “Oggi era importante partir bene perché
affrontavamo una neopromossa e visti i risultati di ieri e di oggi di Roma e
Juve potevamo trovare difficoltà. Invece noi abbiamo fatto una vittoria
netta e importante.” “Sicuramente Ibrahimovic ha portato entusiasmo. E’ un
campione che va a completare una rosa già importante e in grado di lottare
per lo scudetto ed è il benvenuto.” “Oltre agli attaccanti sono state molto
brave le due mezze ali (Seedorf e Ambrosini, ndr) che hanno fatto dei buoni
inserimenti dando soluzione alle uscite da dietro e credo che questa sia una
cosa molto importante.” Su Borriello: “Spero che riusciremo a giocare più di
cinquanta partite, arrivando in fondo alla Champions e alla Coppa Italia.
Abbiamo tre obiettivi e la rosa per inseguirli. E’ normale che bisogna farsi
trovar pronti e che ogni volta ne devo scegliere undici in campo e sei che
vanno in panchina. Quelli che non giocano si devono sentire partecipi del
progetto”.
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