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28 agosto 2010
DAVANTI A TUTTI, A
TESTA ALTA, IN PRIMA FILA
di Luca
Rosia
Il telefono vIBRA, a Barcellona
sono quasi le sei. Sms decisivo: “Luca, ci siamo!”. Il computer è on-line
dalle prime ore dell’alba: sito ufficiale del Barça, del Milan e database
agenzie. Ore sette. Inizia la due ore di zapping no-stop a saltare dalla
diretta di Milan Channel agli aggiornamenti di SkySport24. Sorseggio a più
riprese un litro di acqua in circa mezz’ora. Ad ogni sorso è come se
brindassi. Ancora zapping: uno scatto verso il bagno, uno su Milan Channel e
un altro su SkySport24. A ruota. Nuovo sms: “Tardano!”. Ma va?
L’aveva notato anche il telecomando Sky, bistrattato, mai così ‘bollente’.
Il server agenzie alla voce ‘Milan’ non dà segni di vita. Buon segno! Si
lavora sui ritocchi, mancano le firme e, probabilmente, la bottiglia di
Champagne. Ci godiamo questa magica attesa particolarmente ansiosi,
quasi percorressimo un filo teso tra sogno e realtà. L’ansia è crescente:
c’è il rischio di perdere l’equilibrio e cadere, anche perchè a ‘tendere’ la
trattativa è un certo Mino Raiola. E se per caso? Ma nooo! Macchè! A due
passi dall’arrivo è un rischio trascurabile. Ormai è fatta! L’annuncio
finalmente arrIBRA! e con esso un grido liberatore: “ZLATAAAAAAAAAAAAAN!!!!!!!!”
Godiamoci la notte! Ubriachiamoci di Milan! In attesa di domani, Milan-Lecce...“e
per la prima volta a San Sirooooo!!!...” Ancora poche ore e sarà un nuovo
inizio, l’alba sognata, da “regolamento dei conti”. Con buona pace della
città nerazzurra, Milano domani si sveglierà accarezzata da un chiarore
rossastro dipinto su sfondo nero. Quelli là, che ieri son tornati sulla
terra per mano della seconda squadra di Madrid, questa notte rosicano, come
ai bei tempi, si mordono le labbra e si strappano i capelli. Quei pochi che
restano, ovviamente, dopo decenni di frustrazioni. In questa notte c’è
troppo da vivere e tanto da pensare: sono già passate quattro estati quando,
quelli là, ci soffiarono Ibra grazie a
un blitz figlio di Calciopoli!! Un piano ponderato con minuzia di
particolari, una strategia studiata nel dettaglio che portò l'Inter, di lì a poco, a cavalcare l’onda del successo, dallo scudetto di cartone alla
vittoria di Madrid. Ma ora Ibra è rossonero e dopo 1478 giorni il nastro si
riavvolge. Lentamente.
E’ l’estate del Milan, di Adriano Galliani e del presidente Berlusconi.
Nessun dubbio. E’ giusto dare a Silvio quel che è di Silvio. Lo scorso 15
maggio il nostro blog propose e divulgò una contestazione contro la società.
“Vendesi AC Milan; O spendi o vendi!”. La rifareste? Sì, la rifaremmo,
nessun pentimento. Anche perché crediamo che quella protesta, unita ad altre
iniziative, sia servita a smuovere le acque. E, ci piace pensarlo, a
prendere Ibra. Sì, la rifaremmo! Soprattutto perché quella contestazione,
alla quale peraltro partecipò buona parte di San Siro, sfoggiava prima di
tutto i contorni di una provocazione: “Presidente torni al Milan! Che fine
ha fatto? E noi, che fine stiamo facendo?”. Un chiaro, chiarissimo messaggio
rivolto in primis alla proprietà. Silvio Berlusconi ha risposto in grande
stile, come ai vecchi tempi, regalandoci un estate da protagonisti e
restituendoci le ambizioni che da troppe stagioni avevamo smarrito. Il
nastro si sta pian piano riavvolgendo e le ultime passate delusioni
sgretolando. Silvio è tornato e, con il nostro presidente, la voglia di
riprenderci fin da subito il posto che ci spetta. Da club più forte e
titolato al mondo. Davanti a tutti, a testa alta, in prima fila.
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