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3 marzo 2010
IL CAPOLAVORO DI LEO
Milan attento in difesa, ben
registrato a centrocampo, pungente in attacco...
Il successo sull’Atalanta
consente al Milan di attestarsi più saldamente al secondo posto in
classifica. Invariato il distacco dall’Inter: 4 punti. Più distante la Roma,
a punti 51. Sabato Roma-Milan. Il verdetto. Non è allo Scudetto che bisogna
pensare. Neppure alla Champions League. Quello che conta è progredire nel
gioco e nella convinzione dei propri mezzi. Arrivati alla meta ci guarderemo
attorno. Senza ansie. Vedremo dove saremo arrivati. Non finiremo mai di
ripeterlo: se dovessimo mantenere la seconda postazione sino in fondo,
sarebbe un autentico miracolo. Nessuno ci avrebbe mai scommesso un
centesimo. Leonardo ha creato un capolavoro. Tra cessioni eccellenti,
giocatori recuperati e giovani lanciati e/o in rampa di lancio non possiamo
non considerare la stagione come altamente positiva. Almeno fino ad adesso.
La squadra ha una sua identità precisa. Un gioco nuovo e moderno. Un
programma chiaro e condiviso. La linea tracciata da Leonardo e dalla Società
è chiara: il progetto sopra ogni cosa. Contro l’Atalanta si è visto un buon
Milan. Attento in difesa, ben registrato a centrocampo, pungente in attacco.
I primi venti minuti, come i primi venti minuti di ogni partita, sono stati
orrendi. Da cestinare con cura.
Anche contro i bergamaschi, il
Milan ha iniziato a giocare soltanto dopo la prima mezzora del primo tempo.
Consuetudine pericolosa. Il Milan di oggi vive sulle intuizioni geniali di
Ronaldinho. I suoi cross, le sue rifiniture, valgono tanto oro quanto
pesano. Se gira lui, gira tutta la squadra. Difficile, se non impossibile
per gli attaccanti, non concretizzare in gol quei lampi di genio. Rasoiate
che tagliano il campo come burro e mettono i nostri attaccanti da soli
davanti al portiere avversario. Pato ringrazia. Borriello pure. Huntelaar
non sta nella pelle. Unico neo del “dentone”: il calcio di rigore respinto
da Consigli (fortunatamente) sui piedi di Marco Borriello. Che ha
ringraziato e tradotto da par suo in gol. Per il resto abbiamo ammirato il
solito Ronaldinho. Il giocatore dei nostri tempi. Quello che ci sta
deliziando dall’inizio del Campionato. Vivace, determinato, combattivo. Uno
spettacolo. A Barcellona erano convinti di averci accollato il classico
pacco. Si saranno ricreduti. Preoccupa l’infortunio di Pato. Una tegola in
vista di Manchester. Il Papero è un fuoriclasse insostituibile. Le sue
verticalizzazioni e le sue accelerazioni ci sono necessarie. Indispensabili.
Si muove in campo che è uno splendore. Dribbla, scatta, fa ammattire
chiunque. Fa gol. In progressione è imprendibile. Immarcabile. Non ci
voleva. Aspettiamo notizie dall’infermeria anche per quel che concerne
Seedorf. In rosa, l’unico che può far rifiatare Pirlo.
Occorrerebbe istituire una
Commissione di Studio per capire perchè mai il Milan debba far trascorrere i
primi trenta minuti di ogni primo tempo prima di iniziare a giocare. Poco ci
mancava che l’Atalanta ci infilzasse come polli. Le folate di Pato sulla
destra e di Ronaldinho sulla sinistra ci hanno dato una marcia in più. Le
geometrie di Pirlo, saggezza. Ambrosini, fiato e muscoli in mezzo al campo.
Ci sono momenti in cui il centrocampo patisce in maniera esagerata il
pressing e le manovre avvolgenti degli avversari. Specie quando gli esterni
non spingono verso il fondo come sempre dovrebbero fare. Il gioco sulle
fasce è una delle pietre miliari del verbo leonardiano. Come il pressing.
Bonera non è un esterno, Jankulovski non è più il giocatore magnifico dei
tempi dell’Udinese. Si è visto anche contro l’Atalanta. A Manchester serve
un Milan diverso. Dovremo giocarcela fino in fondo. Se non presteremo la
giusta attenzione a Rooney, sarà la fine. Intanto sabato ce la vedremo con
la Roma. Altra partita delicata. Mal che vada manterremo il secondo posto.
Ma dovremo andare all’Olimpico concentrati quanto basta per giocarcela alla
grande. Per tornare a casa con punti in saccoccia.
Non si fa che parlare di Dzeko.
Grande giocatore. Ma noi abbiamo già Borriello e Huntelaar. Conviene
investire sul bosniaco? Galliani ha da poco ribadito l’incedibilità di
Huntelaar. Borriello è inamovibile. Sarà Inzaghi a fare posto al potente
centravanti del Wolfsburg? Vedremo. 40 milioni di euro non è ne sarà mai una
spesa alla portata del Milan. Il bilancio ha le sue regole. Ferree e
inderogabili. I giornali dicono che Dzeko sia già del Milan. Noi siamo
convinti del contrario. Pensiamo che Dzeko non vestirà il rossonero per
tanti motivi. Il Milan dovrà investire su un buon centrocampista (Hernanes)
e su un esterno capace di giocare sia a destra che a sinistra. Rientreranno
Astori e Paloschi. Forse verrà ingaggiato un forte centrale se Kaladze andrà
via. Albertazzi verrà aggregato alla prima squadra. La strada è questa.
Tracciata da tempo. Non cambierà.
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