|
5 febbraio 2010
3 BEI GOL
a
cura di Massimo Reginali
Ci piace segnalare
quello che, a nostro giudizio, è passato nel più totale silenzio o, nella
migliore delle ipotesi, nella più ardita mistificazione dei fatti Milanisti.
Si sa che ormai è una abitudine politicamente corretta quella di giudicare
una operazione calcistica dal colore della maglia (se è RossoNera va
regolarmente criticata). Badate bene, non diciamo che non sia giusto, perchè
fino a che ci saranno tifosi Milanisti "boccaloni" che si accodano
volentieri al momento trendy dei media italiani, che fanno alzare l'auditel
e la tiratura di TV e stampa antimilanista (sarebbe più giusto dire anti
berlusconiana), come dar torto a certe "penne" od "opinionisiti"? Noi, però,
che ostinatamente stiamo dalla parte del nostro Milan (sia quando è bello e
buono che quando è brutto e cattivo), ci permettiamo, nel nostro
modestissimo spazio, di far notare quanto è accaduto lasciando a voi la
possibilità di giudicare premettendo che è la visione di un "occhio
RossoNero" dichiarato, al contrario di chi si trincera dietro la maschera di
imparzialità senza avere il pudore di schierarsi apertamente.
1° GOL
Nell'assordante
silenzio societario di fronte alle faneticanti e offensive dichiarzaioni
interiste nel pre e post ultimo derby, Marco (per alcuni stolti il "tronista"
rossonero) fa sentire la sua voce da perfetto Milanista che è orgoglioso di
esserlo : «Prima precisazione: io all'arbitro non ho detto di tutto ma una
frase normale, ' ' è il caso di fischiare un fallo del genere?' ' . Forse
solo il modo è stato un po' brusco. Precisazione numero due: io sono un
giocatore sempre molto corretto e tollerante e Mourinho lo dovrebbe sapere.
Se non lo sa, provi a domandare ai suoi difensori che mi hanno picchiato per
tutto il derby senza che io reagissi. Precisazione numero tre: io sono
certamente più educato di Sneijder che dovrebbe conoscere il regolamento e
il regolamento dice che gli applausi all' arbitro sono considerati un'
offesa grave. Precisazione numero quattro: nessuno di noi del Milan ha dato
in escandescenze come ha fatto in continuazione la panchina dell' Inter.
Precisazione numero cinque: il Milan non si è mai permesso di mancare di
rispetto agli avversari e al loro presidente come invece ha fatto chi ci ha
preso in giro indossando la maschera del presidente Berlusconi» Certo, se
non ci fosse stato l'autogol del silenzio di Galliani, sarebbe stato un
successo ma... provate ad immaginare tutta la faccenda a maglie invertite,
pensate che la risonanza, il risalto ed i giudizi mediatici sarebbero stati
gli stessi?
2° GOL
C'è
chi dice no! E non sono pochi, Marek è solo l'ultimo di una lunga serie.
Secondo il "made in Italy" avere la possibilità di passare il Naviglio ed
approdare nell'Eden neroazzurro dove tutto è bello giusto e vincente, è
un'occasione che capita una volta nella vita e alla quale non si può
rinuciare, eppure... Marek aveva tutto da guadagnare, non tanto per i
risultati sul campo o per la sua carriera, quanto per la sua rivalutazione
immediata come calciatore perchè (pensateci) come sarebbe stato descritto ed
incensato questo ennesimo "colpo Inter"? Ma se è davvero così scellerato
rinunciare all'Inter per il Milan, perchè nessun giornalista degno di questa
professione, analizza in modo serio le motivazioni che costantemente vedono
un calciatore dell'Inter passare senza troppi problemi (a volte persino con
entusiasmo) al Milan e mai (o quasi, i casi sono rarissimi) viceversa ?
Perchè lo Jankulovski panchinaro Milanista, in odore di Inter, diventa
"l'importante tassello mancante" alla invincibile armada neroazzurra per poi
ritornare (dopo averla rifiutata) ad essere un inutile ruba stipendio
RossoNero? Marek, secondo me, continuerà a non trovare spazio in questo
Milan e non sarà (anche vista l'età) un Campione da ricordare per la sua
fulgida carriera RossoNera ma, con questo suo no, dovrebbe rimanere per
sempre, in modo indelebile, nel cuore di chi ha l'orgoglio dell'esser
Milanista
3° GOL
Operazione
a costo 0. Giocatore che fu presentato, all'atto del suo passaggio
all'Inter, come "il colpo" del mercato, di classe sopraffina, una gradissima
mossa strategica del team morattiano. Oggi (dopo solo due anni) è un
"vecchio bollito", un "pacco" dell'Inter al Milan, una "opera caritatis"
fatta da un "signore" al "povero diavolo". Intanto c'è da dare il più grande
ed affettuoso benvenuto ad un calciatore che (come molti) non si è fatto
abbindolare dal made in Italy mediatico ed ha rifiutato altre destinazioni
(l'ultima il Marsiglia) pur di indossare la nostra Maglia senza avere il
posto assicurato. Poi c'è da fare un grande complimento alla dirigenza
Milanista che se ne stra-frega degli umori della piazza (cosa che non fa, ad
esempio, la Juventus ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti) e pensa,
pur correndo il rischio di sbagliare, con la propria testa. CONTINUA SU
MILANDAY...
clicca qui!
|