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29 giugno 2010
VENI, VIDI...VICO
Fuori al primo turno, in un
girone di latta. Tre vasi di coccio hanno rotto il vaso di ferro. Succede,
quando il vaso di ferro è corroso dall’impietoso scorrere del tempo. Alla
faccia di Don Abbondio e della riconoscenza. L’ennesima pugnalata di questa
stagione, orrenda, per me, dal punto di vista calcistico! Analisi delle
prestazioni dei nostri. Zambrotta: dopo due partite discrete è tornato sui
livelli usuali della sua militanza rossonera. Gattuso: cuore e grinta sono
quelli di una volta... Pirlo: un assaggio veloce al Mondiale e una brutta
indigestione. Non certo per colpa sua. Mai sveltina fu meno gratificante!
Come vanno le nostre misere
cose? Finalmente Allegri! E fu subito...Giannino. No! Nel mio semplice e
suggestivo immaginario individuale Giannino è diventato una cosa tremenda.
Lì i miei...Gargantua e Pantagruel, in compagnia dell’uomo bronzeo e
panciuto, combinano da anni i loro “affari”, sulla pelle del mio povero
Milan. Giannino. Un nome, un incubo. Come Jean Pierre. E poi il ristorante
non è mica di Kala? Solo per questo varrebbe la pena di astenersi... Allora,
Max, com’è andata la prima toccata e fuga dal Milan? Hai mangiato bene e
bevuto meglio, come piace a me, che da Giannino farei un figurone? Dai,
parliamo di calcio.
La questione Ibra non si pone
nemmeno, visti i suoi appetiti e le nostre casse. Luis Fagiano non lo
voglio, eh! Non aggiungerebbe nulla alle potenzialità della squadra.
Mannaggia... Dovevo stare zitta. Ho sfidato la legge dell’ineffabile. Non
appena si nomina una cosa, se è buona, sparisce; se è cattiva, si
materializza. Ma torniamo a noi. Guarda che con il Cagliari mi hai preso un
sacco di gol. Datti una regolata. D’accordo, Nesta e Thiago non sono
paragonabili a Canini e Astori. Già che ci sono, però, ti rivelo un altro
segreto. L’immenso Sandro ha qualche problemino fisico e non sappiamo quante
partite possa giocare. E Thiago potresti avanzarlo, per dare un po’ di linfa
al nostro asfittico centrocampo. Insomma, fatti comprare uno stopper che non
si limiti a respirare! Io avrei preso Bonucci, che, nel frattempo, si è già
accasato... Pretendi pure un buon terzino, eh! Dinho è un bellissimo e
costosissimo souvenir. Purtroppo il vigore atletico non è cresciuto in modo
direttamente proporzionale ai denti. Andasse a calpestare le sue zolle
preferite da qualche altra parte... C’è un problemino. Chi lo vuole? I
Galaxy? Cappero, che squadrone! Utinam... Bah! Silvio nostro parla di corsi
e ricorsi storici. Dai, Silvio! Un tempo... Veni, vidi, vici. Ora... Veni,
vidi...Vico. Ma quale Vico! Il nostro è solo un vicolo. Orrendamente cieco!
Il gol non concesso
all’Inghilterra mi ricorda quello del maldestro tentativo di rinvio di
Vasiljevic a Belgrado, che era ancora più evidente. Bei tempi quelli! Basta.
Non devo più pensarci. Altrimenti mi viene un magone... Brutta cosa la
nostalgia. Viaggia sempre a braccetto con la malinconia e avvelena la vita.
Balo fa pum pum in piazza. Eppure, nonostante tutto, questo ragazzo, matto e
inaffidabile, mi piace. Sarà mica perché tifa Milan e gioca splendidamente a
calcio, eh! Venisse da noi, farei festa grande, fregandomene di tutti i
rischi annessi e connessi. Ma è inutile ragionare con dei se che introducono
periodi ipotetici dell’irrealtà.
Passiamo alla sezione “domande”.
L’Inter, dopo aver preso Mariga, per il quale io, nella mia ansia di potenza
e giovinezza, sbavavo, ha riscattato tranquillamente anche Biabiany. Noi a
Gennaio...Beckham e Mancini. A proposito. Di recente sono stata a Genova. La
Lanterna era in ottime condizioni. Le spese per la riparazione sono state
dedotte dallo stipendio del Brasiliano? Tornando a bomba, il punto è un
altro. Perché noi, con le comproprietà dei nostri giovani, tipo Paloschi,
abbiamo sempre delle storie infinite? Oppure passiamo rapidamente alla
questua, per raggranellare miseri gruzzoletti da dissipare nelle voraci
casse di spente cariatidi? Se qualcuno ha una ragionevole risposta, me la
dica. Io sono veramente avvilita, nauseata e furibonda di fronte a questo
feticcio di Società! Mi sa tanto che mi darò all’arte. L’arte è magia
liberata dalla menzogna di essere verità. Il Milan è una triste realtà,
brutalmente privata della sostanza, leggera, gustosa, inebriante, di cui
sono fatti i sogni.
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