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a cura di Chiara da Mantova

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21 giugno 2010

 

IL DESERTO DEI TARTARI
 

Ieri tempo orrendo. Italia moscia. Io...umore grigio. Al Milan non voglio pensare. Altrimenti rischio sudori caldi e freddi, fibrillazioni, frustate di rabbia, crampi allo stomaco, tachicardia, pugnalate di frustrazione. Così mi metto a frugare tra i miei libri, alla ricerca di un viaggio nello spazio e nel tempo che plachi la mia inquietudine. A tradimento mi si intrufola tra le mani “Il deserto dei Tartari”. Noo!!!! L’avevo comprato tanti anni fa. Ho resistito stoicamente a leggerlo per una ventina di pagine. Poi non ce l’ho fatta più. Una noia pazzesca! Ricordo che in seguito ne avevo fatto un ottimo uso, infilandolo sotto la gamba di un tavolino traballante. Ecco, mai disperare, quando capita di prendere una fregatura. Basta essere flessibili, creativi, cercando tipologie diverse di utilizzo per ciò di cui non si riesce a liberarsi. Per esempio, Oddo e Kala, palesemente inadeguati a calcare i campi di gioco, potrebbero, invece, essere molto bravi nella loro manutenzione. E, chissà, oltre che da giardinieri, magari figurerebbero splendidamente pure come addetti alla reception di Milanello. E’ facile spiegare la mia idiosincrasia a “Il deserto dei Tartari”. Le attese spasmodiche e inquietanti di ciò che non arriverà mai non fanno per me. Adoro le avventure, le sfide, i rischi, le lotte. Insomma, tutto quel che è vivo. Non aspetto certo Godot. Appunto per questo, devo riuscire a disinteressarmi completamente del Mercato del Milan. Oddio, parlare di Mercato, nel caso nostro, vuol dire usare una parola davvero grossa. Più che altro facciamo il Mercatino dell’antiquariato...

 

C’è un ruolo nel quale io non interverrei, visto i grossi buchi che abbiamo da tante altre parti. Il portiere. Abbiati e Storari mi vanno bene. Cosa accade? I miei plenipotenziari vendono Storari e prendono Amelia, che a me non piace. Non c’è niente da fare. Con la mia dirigenza ho straordinarie affinità elettive e un’eccezionale corrispondenza di amorosi sensi. Dovessi scegliere un portiere, punterei su Sirigu. Costa troppo? Va bene! Allora mi tengo quelli che ho. Perché tutte le volte che Buffon è out noi dobbiamo andare in soccorso alla Juve? Non saranno certo quei 5 milioni scarsi la linfa vitale per il nostro Mercatino! Invece, forse, sì. Ricordo le questue fatte con i nostri giovani da Galliani, per prendere Dinho. Il buon Adriano sembrava Fra Galdino, impegnato nella questua delle noci. E tutto questo per acquistare un giocatore in chiara fase calante, che, per chi aveva Kakà, Pirlo e Seedorf, rappresentava un non senso tattico. Un assurdità logica. La nostra malattia era, ed è, la mancanza di potenza. Loro continuano a propinare anticoagulanti a un emofiliaco... Devo stare calma. Ubi maior, minor cessat. E i “maiores” , purtroppo, sono loro. Questo è il dramma. Io la mia ribellione, la mia vibrata, e non certo silenziosa, protesta le ho espresse con dei tagli. Il primo allo stadio. Non ci vado più dalla notte di Milan-Stella Rossa. In quella notte si consumò il tradimento Ibra. Già avevo accettato male la cessione di Sheva. Non per il fatto in sé, intendiamoci. Solo avrei voluto che, considerate la bramosia di Abramovich per Andriy, avessimo portato a casa Drogba e soldi. Ibra, comunque, avrebbe completamente sedato le mie pulsioni. Invece... Poi arrivò Ricardo Oliveira. Un altro capolavoro del duo Galliani-Bronzetti. Lì non ci vidi proprio più! Quel rinnovo pazzesco a Dida, che non parava da due anni, fu la goccia che fece traboccare il vaso. Da ammiraglio, Nelson era diventato un mozzo tremebondo. Il mozzo più pagato dell’intera storia dell’umanità! Le esclamazioni di gioia, le espressioni di esultanza, i peana che sentii sul canale tematico furono davvero troppo per me. Così taglio netto, pur se doloroso, anche su questo versante. A poco valse la Champions miracolosa, dall’acre sapore di crepuscolo.

 

 Tornando al presente, a livello di portieri, già mi lecco le dita se non rinnovano a Dida. Sono arrivata al punto di aspettarmi di tutto. Amelia per Storari. Va bene. Cioè, no. Ma è lo stesso. Il punto è un altro. Dove sono il terzino, lo stopper, il centrocampista di cui non possiamo proprio fare a meno? Avrà anche segnato due gol ieri sera Luis Fagiano. Io, però, non lo voglio, eh! Preferisco Borriello e, il Signore mi perdoni, anche Huntelaar. Quei pochi soldi li devi investire in altri ruoli, Società! Benvenuto, Max! Dimmi, per favore, una cosa. Come giocheremo? Non con il 4-2-fantasia, per piacere! Ti confido un segreto. Pirlo non sa interdire. Quello sarebbe, quindi, un 4-1-fantasia. Ti faccio presente che il povero e grande Ambro l’anno scorso è scoppiato a metà stagione. Dinho può giocare solo sulle sue zolle a sinistra? Allora facciamo il 4-3-3 con Pato guardalinee di destra? Una classe sopraffina, non supportata da un minimo di vigore atletico( altrimenti farebbe il trequartista e non ci sarebbero problemi), può vincolare la costruzione di una squadra? E dobbiamo metterci anche Seedorf, così, tanto per sbilanciarci ancora di più? Pensaci, bene Max! Le aquile che ci guidano si adopereranno per darti i loro saggi suggerimenti. Tieni duro, perché, anche se li segui, la colpa delle sconfitte sarà comunque sempre tua. Quindi, cerca di usare solo la tua testa, che mi sembra buona, e di farti un po’ ascoltare sugli acquisti (e magari pure sulle cessioni). Per esempio, digli che, anche se ieri sera ha imbracciato la doppietta, il Fagiano non ti interessa. E’ di ben altra selvaggina che hai bisogno! Che dire ancora? Vedere come viene gestito il mio Milan mi fa proprio male. Ricordo un aforisma di Roosevelt: “Nessuno può farti sentire infelice, se tu non glielo consenti”. Ha ragione. Allora la cretina sono proprio io! Sì, una cretina qualunque, che si trova al cospetto di cretini molto importanti. Grazie, Società! 

 

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Post di Chiara da Mantova - Scritto il 21 giugno 2010

 

 

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