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25 agosto 2010
GUIDO POCO!
Il trofeo Luigi
Berlusconi mi ha dato l’occasione di vedere per la prima volta il Milan
quest’anno. Devo confessare una cosa orrenda. Mi sono addormentata. Colpa
della splendida ma faticosissima passeggiata mattutina a Punta Manara? Il
sentiero, in alcuni tratti ripidissimo, mi ha stroncato. Suoi complici,
oltre al gran caldo, qualche anno e qualche chilo di troppo. Anche alcuni
nostri “atleti” l’avrebbero patito per le stesse ragioni che hanno prostrato
me. Ma lì il panorama stupendo mi ha tenuto ben sveglia. Non c’era Morfeo
che tenesse! La vista della partita invece... Lasciamo perdere. A S. Siro
c’era una sola padrona. La solita. La noia! Insomma, Max. Ancora il Trio
Lescano mi infliggi? Ormai è il mio incubo. Non ne posso più! Al massimo ne
tollero uno. Voglio rovinarmi e scendo a dolorosi compromessi. Due! Ma tutti
e tre no! Pietà! Perché non hai iniziato con Flamini? Pato indisponibile?
Metti Huntelaar o Pippo e fargli girare intorno Borriello. Dinho? E’ partito
ancora da sinistra, modello Leo, anche se mi sembra che abbia cercato di
accentrarsi un po’. Qualche bel tocco, sì. La sostanza, però, non cambia.
Lui inizia sempre, ma non finisce mai. Proprio come la squadra. Mai un
guizzo portato fino in fondo. Mai un’azione davvero prepotente e decisiva.
Ai ritmi della gara avrei potuto fare la mia figurina pure io. D’accordo,
siamo ad inizio stagione. Con il Trio Lescano, però, la solfa è sempre la
stessa. La lentezza al potere! Il trionfo del tic toc. L’apogeo del
narcisismo. Dai, Max! Non vedi che Ambro è il solo ad avere i tempi e la
fisicità giusti per gli inserimenti? Tu me lo lasci come unico incontrista?
Mi tocca vedere ancora un povero, isolato, sperduto attaccante nell’aria
avversaria? Anche con te la stessa storia? D’accordo, la Società e la rosa
sono quel che sono. Vedi di darti una mossa almeno tu, eh! Sveglia!
Ibra? Sarebbe l’ideale
per dare verticalità al nostro gioco irritante, sempre orizzontale. Però...
Non credo che arriverà. E, se arrivasse, tremerei per la paura di vedere in
Barça l’anno prossimo Pato o Thiago, le luci dei miei occhi. Come facciamo a
prenderlo, altrimenti? Lui costa, eh! I Catalani dovrebbero accettare un
prestito gratuito o uno scambio di prestiti con Borriello ed accollarsi la
metà del suo ingaggio? Siamo nel mondo delle favole? E poi nella vita il
treno non passa mai due volte. Quando, per miracolo, accade, sono sempre
disastri. Ibra doveva arrivare nel 2006! Il suo trasferimento all’Inter ha
cambiato la vita a noi e a loro. Non a caso da lì è nata la mia profonda
avversione verso la Società. Certo, se venisse Ibra e se ne andassero Dinho
e Seedorf, per me sarebbe il delirio, l’apoteosi, la catarsi. Farei una
balla ciclopica. Seguirei alla lettera il monito “Guida poco, che devi
bere!” Scorrazzerò in lungo e in largo con l’auto. Stasera c’è il trofeo
Gamper. Mi viene il magone. Perché? Mi ricordo di quando Berlusconi vide
Gullit e lo acquistò. Confesso che ho amato Ruud più di Van Basten.
Questione di carattere. Le scorribande del mio “cervo che esce di foresta”
mi entusiasmavano. E mi facevano venire la pelle d’oca. Ero perdutamente
innamorata di lui. Non voglio cadere nella trappola dei ricordi. Che brutta
bestia è la nostalgia. Porta camionate di tenerezza e vagonate di tristezza.
Anche le vacanze,
purtroppo, sono ormai un ricordo. Ma il velo di dolce malinconia che recano
con sé non è niente di fronte all’ondata di sofferenza che provo, pensando
al mio magico Milan. Com’è amara e stridente la differenza tra passato,
presente e futuro. E non è neanche questo a farmi così male. So bene che il
tempo è impietoso e che non si può sempre spendere e vincere. Mi ha ferito
brutalmente il riprovevole modo di agire della Società. Soldi buttati,
nessun progetto sensato, staff medico penoso, pulsioni insane per un gioco e
per interpreti obsoleti. E consulenti di mercato con i quali si gozzoviglia
per prendere fregature chiaramente annunciate. E poi ancora quel vincolarsi
con contratti lunghi e faraonici a gente palesemente inadeguata in nome
della riconoscenza(!!??), con il logico risultato di rimanerne ostaggio.
Tutto ciò non ha niente a che vedere con un intelligente programma di
ridimensionamento, che io avrei anche accettato. E’ la sensazione che la
Società si sia trasformata in una Corte dei Miracoli a farmi soffrire in
modo tremendo! Il fatto che sembrino non capire cose elementari mi fa
sorgere dubbi inquietanti. E mi lacero. La vogliamo finire di essere schiavi
dei giocatori? Non fai più parte del progetto e non te ne vuoi andare? Bene.
Devo accettare. Ti pago lo stipendio. Ti metto a disposizione pure un
preparatore atletico ( magari un parente di Jean Pierre). Però stai fuori
rosa. Non ho i soldi per i sostituti? Inserisco dei Primavera. Di cosa hanno
paura? Di perdere delle risorse tecniche? Ma dai! Certe prestazioni
vomitevoli mi fanno ancora accapponare la pelle. C’è il timore che li
accusino di mobbing e chiedano la risoluzione del contratto come Pandev? :D
Ma sì, buttiamola sul ridere. E’ meglio. Grazie, Società!
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