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25 gennaio 2010
LA
SOLITUDINE DEL NUMERO 22
Ragazzi, ammettiamolo.
Anche se fa male dirlo, sono molto più forti. E lo sapevamo. D’altra parte
la loro Società punta a vincere. La nostra mira al pareggio di bilancio.
Che, peraltro, non raggiungeremo neanche quest’anno. Lesiniamo, infatti, sui
giovani, ma abbondiamo in ingaggi dorati a gente dal tocco vellutato, dal
passato glorioso e dalle cadenze felpate. La coperta è sempre corta, perché,
con la nostra stravagante concezione del gioco, per mettere due incontristi,
dobbiamo lasciare Borriello solo in avanti. All’andata ne abbiamo presi
quattro in 10 contro 11. Ieri due in 11 contro 10. Ci sta, tenendo pure
conto del fatto che non c’era Nesta. Questa sconfitta per me è più amara e
umiliante della precedente, alla quale ero ampiamente rassegnata. Insomma,
stavolta avevo una sorta di pizzicorino. Una speranza timida e fresca, che
solo la preoccupazione per Sandro teneva a freno. Be’, se la grandezza di un
uomo si misura dal calibro dei suoi sogni, è giusto pagare un aspro pedaggio
all’illusione. Purtroppo Berlusconi ha tarpato le ali al sogno Milan e noi
non coglieremo più stelle nelle azzurre praterie del cielo, come fossero
fiori. Leo è perfettamente sintonizzato sulle frequenze della Società.
Galliani spende male quel poco che gli passa il convento. Quelli, tra noi,
più stretti dai lacci della riconoscenza e, comunque, più in sintonia con le
pulsioni societarie si troveranno a ringraziare per gli onerosi rinnovi a
Dida e Dinho. Io, invece, smoccolerò su queste operazioni, che non farei
neanche sotto tortura, e sul passaggio di Kolarov agli Onestoni.
La partita per me è un
incubo. Venti minuti devastanti, in cui affiorano i fantasmi della batosta.
Ingenuità di Abate e Milito non perdona. Sneijder è un signor trequartista.
Velocità, forza fisica, tocco, capacità di inserimento, tiro al fulmicotone.
Altro che Seedorf! Lo espellono. Meno male. Chissà che... Ma la partita
resta nelle loro mani. Borriello mi fa tenerezza. E’ un pesce gagliardo
lasciato alla mercè di squali voraci. Altro che la solitudine dei numeri
primi! Qui va in scena la desolata solitudine del numero 22, che non è
neppure primo! Io metterei Pippo o Huntelaar per Beckham. Temo che, invece,
Leo mandi in campo Seedorf! Mai paura fu meglio riposta! Inizia la ripresa.
Clarence al posto di uno spento Rino. Grrr!!!! Sono tutta un turbinio.
Eppure, su angolo di Beckham, testa di Seedorf e quasi gol. Mannaggia a
Julio Cesar! Bel tiro di Dinho a fil di palo. Dai, che ce la facciamo! E’ un
assedio. Anto ferma Maicon in velocità. Becks. Bel cross. Testa di Borriello!
Alto. Noo!!! Palo di Pandev. Mamma mia! Qui gira l’inerzia della partita.
Noi ci spaventiamo. Loro prendono coraggio. Poi la punizione di Pandev.
Bella, sì, ma non certo imparabile. E’ finita, penso. Cosa aspetta a mettere
una punta? Inserisce Huntelaar al posto di Ambro. Non condivido. Il ragazzo
sarà anche stremato. Ha dovuto badare alle scorribande di Maicon, e non solo
alle sue. Siamo sempre alle solite. Ambro, secondo me, è impiegato male.
Dovrebbe giocare più libero, per sfruttare le sue capacità di incursore.
Viene, invece, privilegiato l’impiego di altri, che lo fanno sfiancare. Non
sono neanche arrabbiata. Solo sopraffatta dai nostri limiti, dalla nostra
palese inferiorità. Dinho sbaglia il rigore. Niente rincorsa all’ultimo
respiro. Fischio finale.
La mia tristezza si
taglia con il coltello. Vivo un attimo più struggente di quello della
Nannini. Vedo muri appesi ai crocefissi. Mi riprendo un po’. In fondo, siamo
secondi. Di più a questa squadra non si può chiedere. Mica siamo all’altezza
di competere con la corazzata Potemkin, noi! Bisogna guardarsi alle spalle e
cercare di arrivare almeno terzi. Questo l’obiettivo. Ed è perfettamente
raggiungibile. Sono stanca di supplicare Società e allenatore, implorando
una spruzzata di velocità e di forza fisica. Non ci sentono proprio. Quelli
che per loro sono cardini, io li percepisco come zavorre. Sono vicina al
punto di non ritorno. Se i Piedi buoni fossero una tribù indiana, io tiferei
per le Giacche Azzurre, checché ne pensi il mio amico Tex Willer. Ma poi chi
dice che un bel giovanottone, alto, pimpante, veloce, capace di dare vigore
a un centrocampo anemico, debba appoggiare per forza le gambe su ferri da
stiro? Quando rientrerà Pato? Non lo so. Non so neppure quando potrò
rivedere in campo Nesta. La mia fiducia in MilanLab non è enorme. Colpa mia?
Può darsi... Su con la vita! Prepariamoci a un orrendo futuro a orripilanti
tinte nerazzurre. Bei tempi quelli in cui potevamo spiegare il significato
della parola ossimoro, dicendo: “Inter vincente.” Adesso dobbiamo vivere
alla giornata. Accontentarci di un tremulo orizzonte e non cercare
l’infinito. Abbiamo tanto...Riise Sabato sera. Ora pasta! E quei due
cannelloni sono davvero difficili da digerire. Speriamo che almeno non
vincano la Champions. Sapete la differenza tra quelli lì e le nuvole?
Nessuna. Se si tolgono dalle pa...pille è una bella giornata. Ma oggi è un
giorno bruttissimo. Ce ne saranno tanti altri, purtroppo. Però noi, prima o
poi, festeggeremo il pareggio di bilancio. Vi aspetto tutti con il calice in
mano, ragazzi. Brindisi a gogò. Una libidine! Comunque sia, sempre e
dovunque “ Forza Milan!”
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