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28 gennaio 2010
BENTORNATO ABBIATI, ANTONINI INSICURO
L'unica nota lieta in una
settimana da dimenticare è il ritorno fra i pali di Christian Abbiati e,
soprattutto, la sua splendida prestazione nella partita di Coppa Italia
contro l'Udinese. Non giocava dal 15 marzo 2009, giorno in cui a Siena si
infortunò gravemente al ginocchio; doveva riprendere il suo posto in porta a
fine settembre, ma nel frattempo la gerarchia dei portieri rossoneri si era
modificata, perchè in quel momento il titolare era un po' a sorpresa Storari,
che si stava meritando il posto a suon di ottime prestazioni; poi anche
Marco ha dovuto fare i conti con un infortunio e Leonardo ha dovuto
rilanciare nella mischia Dida, che fra lo stupore generale, dopo la
spaventosa e comica papera del Bernabeu, ha inanellato una serie di
prodezze, tornando come per incanto SuperDida e meritandosi la maglia da
titolare. Così il povero Abbiati ha dovuto aspettare in silenzio e senza far
polemiche la sua occasione e immaginiamo il suo umore quando anche nella
partita di Coppa Italia contro il Novara Leonardo gli ha preferito Storari
relegandolo in panchina; poi il giorno dopo quella sfida Storari è passato
in prestito alla Sampdoria e Abbiati ha scalato un posto nella classifica
dei portieri: da terzo a secondo e, finalmente, ha potuto fare il suo
ritorno in campo dieci mesi abbondanti dopo l'infortunio. Contro l'Udinese è
stato l'unico rossonero a salvarsi dal naufragio collettivo e ciò la dice
lunga sulla prestazione degli altri, perchè quando perdi e il tuo portiere è
il migliore in campo vuol dire che hai giocato davvero male. Le statistiche
dicono che l'Udinese ha tirato 19 volte, molti di questi tiri erano
indirizzati in porta e solo uno ha gonfiato la rete, quindi significa che
Abbiati ha parato tutto il resto, permettendo alla sua squadra di restare
teoricamente in partita fino alla fine, anche se i suoi compagni non avevano
alcuna intenzione di sfruttare l'occasione. Un rientro eccellente, tanto che
lo stesso Di Natale lo ha applaudito e gli ha stretto la mano nel primo
tempo dopo una splendida parata su una sua violenta conclusione rasoterra;
incolpevole sul gol di Inler, Abbiati ha dimostrato di essersi
definitivamente lasciato alle spalle la lunga inattività ed è stato campione
di correttezza e diplomazia anche negli spogliatoi, dichiarando che sia
Storari prima, che Dida ora hanno meritato di giocare con le loro
prestazioni e che lui attenderà con pazienza il suo momento, senza
assolutamente "gufare" per disavventure del compagno che gli potrebbero
nuovamente spalancare la porta del Milan. La sua carriera rossonera è piena
di alti e bassi, di momenti di gloria seguiti da periodi di accantonamento:
nessuno ha dimenticato la parata scudetto di Perugia, così come la
paratissima nel finale del derby di ritorno di Champions League nel 2003,
anche se poi la finale di Manchester la giocò Dida, a dimostrazione di
quanto ho appena detto. Christian sa che la porta del Milan in questo
momento è una ruota che gira e che da un momento all'altro potrebbe arrivare
l'occasione del suo rilancio e l'importante sarà farsi trovare pronti e da
quanto si è visto nella partita contro l'Udinese, non ci sono problemi in
questo senso.
Dopo un periodo in cui era arduo trovare qualcuno da nominare come "flop"
della settimana, visto che tutto girava a meraviglia nel Milan, questa volta
ci sarebbe solo l'imbarazzo della scelta; le prestazioni almeno sufficienti
in due partite (derby e Udinese) si contano sulla dita di una sola mano,
quindi molti meriterebbero di finire "dietro la lavagna". Ho scelto Antonini,
non tanto perchè abbia demeritato più di altri, ma perchè è uno dei pochi ad
aver giocato entrambe le partite in questione e poi perchè è uno dei simboli
del nuovo corso del Milan di Leonardo, che ha dato spazio a giocatori che
nella precedente gestione avevano giocato poco o nulla, ottenendo ottime
risposte sul campo almeno fino a domenica; nel derby qualcosa si è
inceppato, in tutta la squadra ma in particolar modo in alcuni giocatori che
hanno pagato il debito di inesperienza in partite particolari come il derby.
L'avversario (Inter) e lo scenario in cui si è svolta la partita (San Siro
strapieno) gli hanno fatto improvvisamente perdere quella sicurezza che
aveva mostrato nelle partite precedenti, facendo affiorare tutti i limiti di
un ex centrocampista adattato a fare il terzino sinistro e per di più con
l'aggravante di essere destro e di avere, quindi, qualche difficoltà al
momento dei cross con il piede "sbagliato". Certo nel Milan c'è un
precedente illustre di destro che è stato il miglior terzino sinistro del
mondo, ma stiamo parlando di un certo Paolo Maldini e il paragone sarebbe
ingiusto e impietoso; sta di fatto che il confronto con un "vecchio volpone"
dei campi di calcio come Javier Zanetti è stato traumatico per il povero
Luca, al punto che lo stordimento è durato fino alla partita contro
l'Udinese, in cui, oltre a essere sembrato costantemente fuori posizione e
distratto, ha anche regalato a Sanchez la palla che poi il cileno ha fornito
a Inler per il vantaggio dell'Udinese. Ovviamente nessuno vuole gettare la
croce addosso ad Antonini, proprio perchè ho precisato che molti avrebbero
meritato di comparire in questa rubrica al suo posto, ma bisogna onestamente
far notare che improvvisamente sia lui che Abate hanno mostrato limiti e
destato perplessità appena l'asticella delle difficoltà si è alzata: un
conto è maramaldeggiare contro Siena, Genoa o la brutta controfigura della
Juve che fu, un altro è sfidare la corazzata Inter e, infatti, tutto il
Milan e molti suoi giocatori ne sono usciti con le ossa rotte, al punto che
il contaccolpo psicologico ha condizionato anche la sfida di Coppa Italia
contro l'Udinese. L'augurio è che Antonini si riprenda al più presto, perchè
fino ad ora è stato una della piacevoli sorprese della stagione e ha ancora
grossi margini di miglioramento in un ruolo non suo ma che sta tentando di
interpretare al meglio mettendoci grande impegno e determinazione.
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