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18 maggio 2010
GIOIELLI RONALDINHO, TUTTI PROMOSSI!
La stagione rossonera si
chiude nel segno di Ronaldinho, che realizza gli ultimi due gol ufficiali e,
soprattutto, del Milan "leonardiano"; giusto così, perchè il 4-2-fantasia è
stato inventato dal tecnico brasiliano anche per esaltare le caratteristiche
del connazionale e l'operazione è riuscita: in doppia cifra sia per i gol
che per gli assist, Ronaldinho ha di fatto tenuto fede al famoso "patto del
tavolino" dell'estate scorsa a Milanello e ha trascinato i compagni a suon
di assist e dato il suo contributo anche in fase realizzativa, nonostante un
lungo digiuno durato quasi un girone intero, che era iniziato il 17 gennaio
(prima giornata di ritorno) e si è interrotto due settimane fa con il rigore
realizzato contro la Fiorentina. Abbiamo detto spesso che più di così questa
squadra non poteva fare e, di conseguenza, viene logico dire che anche Dinho
più di così non poteva offrire alla causa rossonera; non è un mistero,
infatti, che il campione brasiliano non sia più il fenomeno dei tempi di
Barcellona, ma in questa stagione, magari motivato anche dalla prospettiva
di giocare il Mondiale (purtroppo per lui obiettivo fallito) è stato uno dei
punti di forza del Milan, ha giocato moltissimo, in pratica da titolare
fisso e quasi mai ha tradito le attese, sfornando assist a ripetizione,
deliziando il popolo rossonero con tocchi magici, divertendo i tifosi perchè
per lui il calcio è allegria e bisogna in primo luogo divertirsi per
riuscire a rendere al meglio. Con il pubblico di San Siro si è instaurato un
rapporto bellissimo fin dal pirmo giorno e questo legame si è consolidato
partita dopo partita, al punto che lui è sempre uno dei giocatori più
acclamati e in questa stagione Dinho si è meritato sostegno e affetto anche
con un rendimento più che positivo.
L'ultima recita è stata
all'altezza del resto della stagione: giocate sopraffine, lanci e assist
deliziosi, fantasia a volontà, il tutto favorito anche dalle blande
marcature degli avversari bianconeri, che lasciavano molta libertà ai
giocatori del Milan, condizione ideale per i fantasisti come Ronaldinho, che
ha messo la ciliegina (anzi due...) sulla gustosa torta della prestazione
positiva con una fantastica doppietta, due rasoterra "chirurgici" che non
hanno lasciato scampo a Buffon prima e Manninger poi (tanto per non fare
differenze...); due colpi da biliardo che, però, rischiano di essere gli
ultimi "gioielli" della collezione rossonera, perchè Dinho è stato uno dei
tre sostituiti da Leonardo per ricevere la standing ovation (gli altri due
sono stati i partenti Favalli e Dida...che sia un messaggio?), alla fine
della partita è stato l'ultimo ad uscire abbracciato a Dida e salutando
tutti con la manina e anche nelle successive dichiarazioni è stato vago e
cauto sul suo futuro. Il Milan ha già perso la sua guida in panchina
(Leonardo) e in un momento delicato della sua storia recente non può
permettersi di privarsi anche del giocatore più talentuoso e fantasioso e
per questo tutti speriamo che il suo sia stato solo un arrivederci e non un
addio.
L'ultima partita è un po' come l'ultimo giorno di scuola e, allora, mi
sembra giusto considerarlo solo un giorno di festa e lasciare libero il
posto dietro la lavagna; in fondo il Milan ha giocato bene e vinto
nettamente contro la Juventus, nessuno ha demeritato e, soprattutto, i
rossoneri hanno raggiunto il traguardo minimo che era stato chiesto loro,
ovvero un piazzamento tra le prime tre in campionato, quindi mi allineo al
pensiero della Curva Sud e promuovo tutti per l'impegno, sia nella singola
partita in questione che, più in generale, per l'intera stagione. E' stata
un'annata contraddittoria e strana: partita malissimo, proseguita in modo
esaltante nella parte centrale e chiusa negativamente così com'era iniziata;
in estate abbiamo temuto il peggio, in inverno abbiamo sognato un clamoroso
scudetto in rimonta, in primavera abbiamo capito che a volte i sogni
rimangono tali, perchè non sempre si può andare oltre i propri limiti e
attualmente di limiti questa squadra ne ha tanti. E' proprio per questo che
tutti meritano la promozione: si poteva fare di più, spesso le prestazioni
non sono state all'altezza, ma la sensazione è che, a parte rari casi,
l'impegno e la buona volontà non siano mai mancati e questo è ciò che conta,
ciò che più interessa ai tifosi.
La maglia va onorata, il
che non vuol dire vincere sempre e comunque, soprattutto quando è chiaro che
la squadra è inferiore ad altre (il presidente dovrebbe rassegnarsi
all'evidenza dei fatti...), ma metterci sempre il massimo impegno per
cercare di ottenere un risultato positivo. In questa stagione sono arrivate
sconfitte tremende e brucianti (i due derby e Manchester, tanto per citare
le più clamorose) ma anche imprese esaltanti come quella di Madrid (prima
vittoria nella storia rossonera al Bernabeu) e chissà di cosa staremmo
parlando ora se Pato e Nesta fossero stati sempre presenti e in ottima
salute nel momento decisivo della stagione o se in quel maledetto pomeriggio
della partita contro il Napoli fosse arrivato quel sorpasso in vetta che,
invece, è rimasto solo un miraggio. E' stata una stagione più emozionante e
divertente di quello che ci aspettavamo in estate, quando eravamo tutti
depressi e pessimisti e questo è un merito esclusivo della squadra e del suo
tecnico, quindi nel momento dei saluti, degli arrivederci alla prossima
stagione e degli struggenti addii con tanti ringraziamenti, promuovo tutti e
li ringrazio per le emozioni che ci hanno fatto vivere anche in questa
stagione "agrodolce".
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