IL TOP E IL FLOP

a cura di Davide Bin

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18 maggio 2010

 

GIOIELLI RONALDINHO, TUTTI PROMOSSI!
 

La stagione rossonera si chiude nel segno di Ronaldinho, che realizza gli ultimi due gol ufficiali e, soprattutto, del Milan "leonardiano"; giusto così, perchè il 4-2-fantasia è stato inventato dal tecnico brasiliano anche per esaltare le caratteristiche del connazionale e l'operazione è riuscita: in doppia cifra sia per i gol che per gli assist, Ronaldinho ha di fatto tenuto fede al famoso "patto del tavolino" dell'estate scorsa a Milanello e ha trascinato i compagni a suon di assist e dato il suo contributo anche in fase realizzativa, nonostante un lungo digiuno durato quasi un girone intero, che era iniziato il 17 gennaio (prima giornata di ritorno) e si è interrotto due settimane fa con il rigore realizzato contro la Fiorentina. Abbiamo detto spesso che più di così questa squadra non poteva fare e, di conseguenza, viene logico dire che anche Dinho più di così non poteva offrire alla causa rossonera; non è un mistero, infatti, che il campione brasiliano non sia più il fenomeno dei tempi di Barcellona, ma in questa stagione, magari motivato anche dalla prospettiva di giocare il Mondiale (purtroppo per lui obiettivo fallito) è stato uno dei punti di forza del Milan, ha giocato moltissimo, in pratica da titolare fisso e quasi mai ha tradito le attese, sfornando assist a ripetizione, deliziando il popolo rossonero con tocchi magici, divertendo i tifosi perchè per lui il calcio è allegria e bisogna in primo luogo divertirsi per riuscire a rendere al meglio. Con il pubblico di San Siro si è instaurato un rapporto bellissimo fin dal pirmo giorno e questo legame si è consolidato partita dopo partita, al punto che lui è sempre uno dei giocatori più acclamati e in questa stagione Dinho si è meritato sostegno e affetto anche con un rendimento più che positivo.

 

L'ultima recita è stata all'altezza del resto della stagione: giocate sopraffine, lanci e assist deliziosi, fantasia a volontà, il tutto favorito anche dalle blande marcature degli avversari bianconeri, che lasciavano molta libertà ai giocatori del Milan, condizione ideale per i fantasisti come Ronaldinho, che ha messo la ciliegina (anzi due...) sulla gustosa torta della prestazione positiva con una fantastica doppietta, due rasoterra "chirurgici" che non hanno lasciato scampo a Buffon prima e Manninger poi (tanto per non fare differenze...); due colpi da biliardo che, però, rischiano di essere gli ultimi "gioielli" della collezione rossonera, perchè Dinho è stato uno dei tre sostituiti da Leonardo per ricevere la standing ovation (gli altri due sono stati i partenti Favalli e Dida...che sia un messaggio?), alla fine della partita è stato l'ultimo ad uscire abbracciato a Dida e salutando tutti con la manina e anche nelle successive dichiarazioni è stato vago e cauto sul suo futuro. Il Milan ha già perso la sua guida in panchina (Leonardo) e in un momento delicato della sua storia recente non può permettersi di privarsi anche del giocatore più talentuoso e fantasioso e per questo tutti speriamo che il suo sia stato solo un arrivederci e non un addio.

L'ultima partita è un po' come l'ultimo giorno di scuola e, allora, mi sembra giusto considerarlo solo un giorno di festa e lasciare libero il posto dietro la lavagna; in fondo il Milan ha giocato bene e vinto nettamente contro la Juventus, nessuno ha demeritato e, soprattutto, i rossoneri hanno raggiunto il traguardo minimo che era stato chiesto loro, ovvero un piazzamento tra le prime tre in campionato, quindi mi allineo al pensiero della Curva Sud e promuovo tutti per l'impegno, sia nella singola partita in questione che, più in generale, per l'intera stagione. E' stata un'annata contraddittoria e strana: partita malissimo, proseguita in modo esaltante nella parte centrale e chiusa negativamente così com'era iniziata; in estate abbiamo temuto il peggio, in inverno abbiamo sognato un clamoroso scudetto in rimonta, in primavera abbiamo capito che a volte i sogni rimangono tali, perchè non sempre si può andare oltre i propri limiti e attualmente di limiti questa squadra ne ha tanti. E' proprio per questo che tutti meritano la promozione: si poteva fare di più, spesso le prestazioni non sono state all'altezza, ma la sensazione è che, a parte rari casi, l'impegno e la buona volontà non siano mai mancati e questo è ciò che conta, ciò che più interessa ai tifosi.

 

La maglia va onorata, il che non vuol dire vincere sempre e comunque, soprattutto quando è chiaro che la squadra è inferiore ad altre (il presidente dovrebbe rassegnarsi all'evidenza dei fatti...), ma metterci sempre il massimo impegno per cercare di ottenere un risultato positivo. In questa stagione sono arrivate sconfitte tremende e brucianti (i due derby e Manchester, tanto per citare le più clamorose) ma anche imprese esaltanti come quella di Madrid (prima vittoria nella storia rossonera al Bernabeu) e chissà di cosa staremmo parlando ora se Pato e Nesta fossero stati sempre presenti e in ottima salute nel momento decisivo della stagione o se in quel maledetto pomeriggio della partita contro il Napoli fosse arrivato quel sorpasso in vetta che, invece, è rimasto solo un miraggio. E' stata una stagione più emozionante e divertente di quello che ci aspettavamo in estate, quando eravamo tutti depressi e pessimisti e questo è un merito esclusivo della squadra e del suo tecnico, quindi nel momento dei saluti, degli arrivederci alla prossima stagione e degli struggenti addii con tanti ringraziamenti, promuovo tutti e li ringrazio per le emozioni che ci hanno fatto vivere anche in questa stagione "agrodolce".  

 

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Post di Davide Bin - Scritto il 18 maggio 2010

 

 

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