IL TOP E IL FLOP

a cura di Davide Bin

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13 marzo 2010

 

BORRIELLO TRASCINATORE, DINHO SFASATO
 

Se il Milan ha evitato la sconfitta contro il Catania lo deve ad una rabbiosa (ma tardiva) reazione nella ripresa e, soprattutto, alla doppietta di Marco Borriello, che si conferma goleador di razza anche in una giornata difficile per lui e per tutta la squadra; con Ronaldinho fuori fase (leggi sotto) gli attaccanti hanno avuto vita dura, perchè hanno ricevuto pochi palloni giocabili; l'unico del primo tempo è stato proprio in direzione di Borriello, che però si è trovato addosso il portiere avversario in uscita disperata e non ha potuto scavalcarlo; nella ripresa, però, la prima azione decente e ordinata dei rossoneri ha portato al gol e Borriello è stato bravo a farsi trovare al posto giusto nel momento giusto per ricevere l'assist di testa di Seedorf (a sua volta ispirato da una scucchiaiata di Pirlo) e segnare, sempre di testa, il gol della speranza. Più bello, però, oltre che più importante, il secondo gol, quello del pareggio: Borriello ha ricevuto al centro dell'area il cross di Abate, non si è fatto ingannare dall'involontario velo di Inzaghi, è riuscito ad evitare il compagno una volta controllato il pallone e ha infilato la porta del Catania con un diagonale che non ha lasciato scampo ad Andujar.

 

Con questa doppietta Marco sale a quota 13 in campionato, scavalcando Pato come miglior cannoniere rossonero, ma la sua prestazione non si è limitata ai due, pur importanti, gol: Borriello ha dato il solito prezioso contributo in ogni zona del campo, ha lottato con furore agonistico per tentare di risvegliare una squadra assopita, soprattutto nel primo tempo, ha trascinato i compagni alla rimonta e ha mostrato le solite doti fisiche ma anche una tecnica invidiabile, proponendo la sua candidatura a Lippi per un posto sull'aereo che porterà la nazionale italiana in SudAfrica per i mondiali. Con un Borriello così viene da chiedersi perchè si continui a parlare di nuovi attaccanti per il prossimo mercato rossonero: il Milan ha già punte che segnano con continuità e forse bisogna pensare a rinforzare la rosa in altri settori, perchè a far gol ci pensa Marco Borriello, non più eterna promessa ma grande realtà del calcio italiano e attaccante completo che sa aiutare la propria squadra in molti modi.
 


Il Milan ha vissuto un'altra giornata agro-dolce e sul banco degli imputati finisce per una volta uno dei giocatori che tante volte in questa stagione ha risolto i problemi in casa rossonera: Ronaldinho non era certo in giornata di grazia e ha sbagliato parecchio laddove solitamente risulta particolarmente ispirato, ovvero negli assist per i compagni. Con grande generosità non si è tirato indietro, anche perchè lo schema del Milan è risultato particolarmente noioso e ripetitivo: palla a Dinho e speriamo che inventi qualcosa, mentre una volta compreso che il brasiliano era in giornata storta, bisognava tentare altre vie e provare soluzioni diverse. Sta di fatto che Dinho ha pasticciato molto, si è intestardito in dribbling fumosi e fini a se stessi che andavano quasi sempre a sbattere sull'avversario, il roccioso Alvarez e ha scodellato verso l'area cross e assist sballati, che finivano nel nulla o addirittura fuori. Una giornata storta si può concedere a tutti, ci mancherebbe e poi quando le cose vanno male il destino (o l'arbitro...) infierisce facendole andare anche peggio: quando, infatti, Dinho è stato spinto in area da Alvarez che si era disinteressato del pallone, Orsato non ha fischiato il logico rigore, non ha nemmeno lasciato perdere ma ha deciso cervelloticamente per il fallo di simulazione di Ronaldinho, sbagliando due volte perchè allora avrebbe dovuto anche ammonirlo; in quel momento si era sull'1-0 per il Catania, il Milan avrebbe potuto pareggiare e Dinho rimettersi in sesto segnando il gol dal dischetto e, invece, nulla di tutto ciò.

 

Di lì a poco, anzi, la partita del Milan sarebbe diventata ancor più in salita e la giornata di Ronaldinho è rimasta deludente fino alla fine. Più in generale, viene da chiedersi perchè il brasiliano non tiri più in porta, ma si limiti sempre ed esclusivamente a cercare l'assist per i compagni; a volta la posizione è propizia anche per la soluzione personale e non solo per atti di altruismo e mi pare che il giocatore abbia piedi sufficientemente fatati per mettere in difficoltà qualunque portiere, invece spesso sembra intestardirsi nella ricerca dell'assist anche quando è la scelta più complicata. Il Milan ha dimostrato di essere "Dinho-dipendente" in questa stagione e, quindi, ha bisogno del miglior Ronaldinho per chiudere nel migliore dei modi il campionato in queste ultime cinque difficili giornate, quindi speriamo che il Ronaldinho sfasato visto contro il Catania lasci subito il posto al magico dispensatore di assist (e magari di qualche gol in più, visto che non segna da metà gennaio) che in tante occasioni ha deliziato i tifosi rossoneri strappando applausi.

 

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Post di Davide Bin - Scritto il 13 marzo 2010

 

 

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